Comment: Montefiascone and the Bishop   Leave a comment

There is a well known ‘food myth’ about Montefiascone wine and a German bishop. The following account is taken from Edward R. Emerson, Story of the Vine (Knickerbocker Press 1902). It would be interesting to see how much older the tale is.

As the story goes… a German bishop named Defoucris, who travelled a great deal, and had acquired in his many journeys a discriminating fondness for wine. His valet bibulous bishop. was also an excellent judge, and the bishop, in order to ascertain the quality of the wine at the places where he was to stop, would send the valet on ahead that he might test it and write under the bush the word ‘est’ if it was good, and ‘est est’ if it was fine. On the other hand, if it was poor the valet was to leave a blank under the bush; at such places the bishop refused to drink.

The bush is a bunch of evergreen hung over the doorway to tell travellers ‘here wine is sold’. It has been used from time immemorial, and it is from its use that the saying ‘Good wine needs no bush’ has arisen, several of our noted authorities notwithstanding. At last the valet, arriving at Monte Fiascone, found there a place where he could write ‘est est’. In due time the bishop arrived, and was so pleased with the wine that he immediately proceeded to get drunk on it, and remained in that condition until he died.

The legend was either given in an incomplete form or it has since developed. This is extracted from the Italian Wikipedia inDecember 2010.

Il nome di questo vino deriva da una leggenda. Nell’anno 1111 Enrico V di Germania stava raggiungendo Roma con il suo esercito per ricevere dal papa Pasquale II la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero. Al suo seguito si trovava anche un vescovo, Johannes Defuk, intenditore di vini. Per soddisfare questa sua passione alla scoperta di nuovi sapori, il vescovo mandava il suo coppiere Martino in avanscoperta, con l’incarico di precederlo lungo la via per Roma, per assaggiare e scegliere i vini migliori. I due avevano concordato un segnale in codice: qualora Martino avesse trovato del buon vino, avrebbe dovuto scrivere est, ovvero ‘c’è’ vicino alla porta della locanda, e, se il vino era molto buono, doveva scrivere est est. Il servo, una volta giunto a Montefiascone e assaggiato il vino locale, non poté in altro modo comunicare la qualità eccezionale di quel vino, decise di ripetere per tre volte il segnale convenuto e di rafforzare il messaggio con ben sei punti esclamativi: Est! Est!! Est!!! Il vescovo, arrivato in paese, condivise il giudizio del suo coppiere e prolungò la sua permanenza a Montefiascone per tre giorni. Addirittura, al termine della missione imperiale vi tornò, fermandosi fino al giorno della sua morte (avvenuta, pare, per un eccesso di bevute). Venne sepolto nella chiesa di San Flaviano, dove ancora si può leggere, sulla lapide in peperino grigio, l’iscrizione: ‘Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk’. In riconoscenza dell’ospitalità il vescovo lasciò alla cittadinanza di Montefiascone un’eredità di 24.000 scudi, a condizione che ad ogni anniversario della sua morte una botticella di vino venisse versata sul sepolcro, tradizione che venne ripetuta per diversi secoli. Al vescovo è ancora dedicato un corteo storico con personaggi in costume d’epoca, che fanno rivivere questa leggenda.

SY

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Posted December 27, 2010 by zachmon in Uncategorized

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